Formula Flop: meteore del Circus

 

Adams Philippe

Fu ingaggiato dalla Lotus non per le sue qualità ma in virtù dei ricchi sponsor personali che avrebbero risanato le disastrate casse della scuderia. Miglior risultato un 16° posto al GP Portogallo 1994.

Amati Giovanna

In Brabham si resero subito conto che Giovannona trascorreva più tempo al trucco che in pista. In Sudafrica, dopo un testacoda, quasi mollò un ceffone ad uno steward accorso in aiuto, reo di averla palpata un po' troppo. Dopo 3 mancate qualifiche, la bionda nazionale salutò mestamente la Formula1.

Apicella Marco

Ennesimo pilota Jordan di quella stagione (insieme ai vari Capelli, Boutsen, Barrichello, Naspetti e Irvine), si incartò, dopo una discreta qualifica, alla prima curva del GP d'Italia, la corsa che segnò inizio e fine della sua carriera lampo in F1. Eppure in F3 lo chiamavano il Professore...

Barilla Paolo

Deve la sua celebrità soltanto all’omonimia con il noto pastificio, perché infatti le sue prestazioni si riassumono nell'11° posto ottenuto al GP di San Marino 1990.

Bartels Micheal

Vero è che la Lotus era ormai una scuderia allo sbando, ma lui ci mise del suo per accentuare la crisi: ingaggiato, per le note esigenze di sponsor, al posto del pimpante Herbert, non riuscì mai a qualificarsi per un GP.

Belmondo Paul

E' ricordato piuttosto per la parentela con il noto attore Jean Paul Belmondo, che, francamente, nel suo campo, ottenne risultati decisamente migliori. Fu 9° al GP d’Ungheria 1992.

Beretta Olivier

Disputò qualche gara nell'anonimato più totale con Larrousse, riuscendo persino nell'impresa di rimanere fuori dai punti (7°) in Germania nel 1994, dove una carambola iniziale eliminò in pratica la metà dei concorrenti; non c'è che dire, in quella circostanza tenne fede al suo cognome, facendo la figura del salame.

Bernoldi Enrique

Solo un lungo e polemico duello con Coulthard (in palio c’era, udite udite, la 12a posizione) durante il GP monegasco del 2001. Suo miglior risultato l’8° posto al GP Germania 2001.

Brabham David

Con numerosi svarioni, riuscì nell'impresa di intaccare la fama del padre, il mitico Black Jack. Spesso ignorava gli specchietti: fu capace di far imbestialire persino un bonaccione come Berger, quando nelle qualifiche del GP d'Italia 1990 lo ostacolò clamorosamente durante un giro buono.

Burti Luciano

Fu molto saggio ad accettare il ruolo di collaudatore Ferrari, considerando i botti da stunt-man che lo hanno reso famoso ai tempi delle gare con la Prost (GP Germania e Belgio 2001). Suo miglior risultato l’8° posto, ottenuto nel 2001 in Austria ed in Canada.

Campos Adrian

Precursore eccellente di Chaves (vedi subito dopo), collezionò soprattutto brutte figure ed insuccessi. Suo miglior risultato il 14° posto al GP di Spagna 1987. Ora è brillante team manager in GP2.

Chaves Pedro

Un autentico mito: fallì 13 pre-qualificazioni su 13 tentativi, giusto ad un passo dalla leggenda Langes. Nel corso del primo appuntamento mondiale, sul circuito di Phoenix, sbagliò grossolanamente una curva e sbriciolò la sua Coloni contro il muretto, seminando rottami dappertutto.

Chiesa Andrea

Senza clamori approdò in Formula1 nel 1992, al volante di una Fondmetal, e disse subito: "Quando Senna mi ha doppiato mi sembrava di guardare la corsa in tv". Naturale aggiungere: "Perché non rimase in poltrona piuttosto che rimediare figuracce in pista"?

Deletraz Jean-Denis

I motivi del suo debutto in F1 si perdono nella notte dei tempi. Miglior risultato rimane un 15° posto al GP Australia 1995.

Enge Tomas

Chiara dimostrazione che la F1 non si sposa con la scuola dell'Est, molto più attrezzata e valida in altre competizioni sportive. Miglior risultato il 12° posto al GP Italia 2001.

Fabi Corrado

Fratello del più celebre Teo, avrebbe forse potuto inaugurare la serie delle dinastie vincenti (vedi Schumacher), ma si perse per strada tra delusioni cocenti ed aspettative tradite. Miglior risultato il 7° posto al GP di Dallas 1984.

Fabre Pascal

Primo esempio di pilota pagato per andare piano. Sostenuto dal marchio "El Charro", gli venne offerto un volante a patto di farsi doppiare in continuazione dai primi, unica soluzione per consentire alle telecamere di inquadrare il prestigioso (e dunque contento) sponsor.

Foitek Gregor

Nonostante abbia cambiato più squadre lui di Vieri, non ha mai ottenuto risultati di spicco (fu 7° al GP di Monaco 1990).

Fontana Norberto

Nel giorno della sua migliore qualifica venne retrocesso (che sfiga!) in fondo alla griglia, ottenendo comunque in gara (GP Inghilterra) il suo miglior risultato, un 9° posto. Non seppe minimamente ripercorrere le gesta dei suoi più noti connazionali Fangio e Reutemann.

Gounon Jean Marc

La Minardi '93, dopo aver alternato i validissimi Barbazza, Fittipaldi e Martini, cercava qualcuno che si sobbarcasse le ultime due trasferte extraeuropee: lo sconosciuto Gounon parve inizialmente adatto allo scopo, ma sbalordì la platea con testacoda a ripetizione (persino sui rettilinei) sia in Giappone che in Australia.

Guerra Miguel Angel

Dopo tre qualificazioni mancate, riuscì faticosamente ad entrare in griglia al quarto tentativo: 300metri dopo la partenza, urtato dal solito Salazar, finì contro un muro, frantumandosi ossa e carriera.

Hattori Naoki

Ebbe l’opportunità di entrare in F1 grazie ad una raccolta di fondi fatta dai tifosi (quali?). Risultato: non qualificò mai la sua Coloni e nel 1992, all’incombere della stagione agonistica, gli venne ritirata la super licenza. Mitico, si dice che i suoi ex tifosi ancora oggi pretendano indietro i soldi di quell’incauto investimento.

Hesnault Francois

Fu tra i primi piloti ad essere scelto per ospitare una telecamera sulla vettura durante un GP, ma naturalmente poté soltanto inquadrare le altre macchine che, impietose, lo sorpassavano in continuazione. Suo miglior risultato il 7° posto al GP d’Olanda 1984.

Inoue Taki

Nel 1995 era già alle prese con una macchina disastrosa e con mille altri problemi, ma evidentemente non era ancora abbastanza: durante il GP d'Ungheria, dopo essere stato costretto all'ennesimo ritiro, cercò riparo a bordo pista, ma fu travolto (senza conseguenze) dalla vettura di soccorso!

Kennedy David

Riuscì miracolosamente a qualificarsi per il GP di Spagna, ma quella gara non faceva parte del calendario mondiale. Quando si dice jella...

Kiesa Nicolas

Benché abbia svolto un buon lavoro (5 GP su 5 completati nonostante lo scotto del noviziato), i cronisti ce lo hanno fatto quasi odiare; ad ogni gara, infatti, il solito inutile interrogativo: ma si dirà Chisa o Chiesa? Miglior risultato l’11’ posto al GP degli Stati Uniti.

Lagorce Frank

Fu chiamato esclusivamente per sciropparsi le due conclusive trasferte extraeuropee: puntuale infatti fu la mancata riconferma per la stagione successiva. Terminò 11° in Australia.

Langes Claudio

E’ lui la vera leggenda di questo sport: smentendo quanto di buono aveva fatto nelle formule minori, su 14 pre-qualificazioni ne fallì altrettante.

Lavaggi Giovanni

Forse sarebbe stato più utile come ingegnere, considerando le sue ottime competenze (laurea annessa). Come pilota, il simpatico siciliano si segnalò durante il GP Portogallo 1996, quando, rallentando Schumacher all’ingresso del curvone, offrì a Jacques Villeneuve l’opportunità di un sorpasso altrimenti impossibile.

Mazzacane Gaston

Pilota sconosciuto dal cognome imbarazzante, battuto sistematicamente dai compagni di squadra, si ricorda per il suo duello ìmpari con Hakkinen: l’argentino si coprì di gloria (ma anche degli insulti del finlandese) tenendolo dietro per qualche giro, grazie al gioco delle soste, al GP degli Stati Uniti 2000.

McNish Allan

Dopo aver fatto per anni il fenomeno nelle formule minori, debuttò finalmente (e tardivamente) in F1; purtroppo non riuscì a confermarsi, e un volo pazzesco nelle qualifiche del Giappone lo spinse alla sola attività di test-driver. Se la riforma dei punteggi fosse stata introdotta un anno prima, il 7° posto al GP della Malesia 2002 (suo miglior risultato) gli sarebbe valso 2 punti.

Montermini Andrea

Mai debutto (o almeno tentativo di debutto) fu più sfortunato, considerando la gran botta rimediata nelle prove libere del GP di Spagna ’94; le gambe si rompono ma Andrea riesce ad essere comunque spiritoso coi medici: "Dalla Tac potrebbe risultare il piatto di spaghetti mangiato prima di scendere in pista"!! Miglior risultato l’8° posto al GP di Germania 1995.

Naspetti Emanuele

Meglio saltare il capitolo F1 (fu 11° in Portogallo nel 1992) e celebrare i suoi tanti successi nella categoria Turismo.

Noda Hideki

Altro misterioso nipponico approdato, per pochissimo, in F1. Non vide mai la linea del traguardo.

Papis Max

Nella Cart americana è diventato in breve una specie di semidio, in F1 nel 1995 arrancava a Silverstone su tre ruote.

Pizzonia Antonio

Ai tempi della F3000 fu soprannominato “Jungle boy”, ufficialmente per le sue origini amazzoniche: in realtà pare che il nomignolo dipendesse dallo stile di guida avventuroso e fin troppo temerario, più adatto ai Tourist Trophy della Savana. Suo miglior risultato il 9° posto al GP d’Austria 2003.

Raphanel Pierre-Henry

Tra tante mancate qualifiche, riuscì a disputare solo il GP di Montecarlo, a suo dire quello preferito: ciononostante fu lo stesso un fiasco. Ha fatto meglio nelle corse di durata.

Rosset Ricardo

Gli esperti improvvisati di questo sport lo definirono erede naturale di Senna, ma con l’immenso brasiliano aveva in comune solo la nazionalità.

Rothengatter Huub

Secondo solo al magiaro Baumgartner in fatto di cognome impronunciabile, ottenne un inutile 7° posto al GP d’Australia 1985.

Schiattarella Mimmo

Se avesse avuto una quantità di fortuna pari alla sua simpatia, ora sarebbe campione del mondo. Sventure inimmaginabili ed episodi paradossali (vedi il fallimento della scuderia) lo allontanarono presto dal Circus. Nel 1995 fu 9° in Argentina.

Schlesser Jean-Louis

Nonostante il fallimento completo nel GP di casa del 1983, fu chiamato 5 anni dopo da Williams per sostituire Mansell a Monza, diventando il protagonista assoluto della corsa: a 2 giri dalla fine, infatti, buttò fuori Senna che lo stava per doppiare e spianò la strada alla leggendaria doppietta Ferrari. Tagliò il traguardo 11°, festeggiato quasi quanto i due piloti della rossa…

 

Schneider Bernd

Spicca per un dato piuttosto eclatante: sommando mancate qualifiche e pre-qualifiche, è il pilota che, in rapporto ai vari tentativi di partecipazione effettuati, ha saltato il maggior numero di gare. Miglior risultato il 12° posto al GP di Germania del 1988. Si è "riciclato" alla grande nel DTM.

 

Suzuki Toshio

Meno conosciuto e competitivo del fratello Aguri, fece due squallide comparsate in Formula1 nel 1993, al GP del Giappone (tipo wild-card) ed al GP d’Australia; da allora è letteralmente sparito.

 

Thackwell Mike

Fu il più giovane pilota a prendere il via in un Gran Premio (prima dei vari Alonso, Alguersuari e Vettel), ma a questo exploit non fece seguito una carriera lunga e brillante: quattro scuderie cambiate in 2 stagioni, risultati sempre scarsi.

 

Tuero Esteban

Pensò bene di imprimere un marchio alla sua prima (ed unica) stagione iridata volando sopra Takagi al GP del Giappone. Miglior risultato l’8° posto ad Imola.

 

Weidler Volker

Con qualche altro tentativo avrebbe quasi potuto eguagliare il fenomenale duo Chaves-Langes, fermandosi “soltanto” ad 8 mancate pre-qualifiche.

 

Yoong Alex

Unico pilota malese a disputare una gara iridata, percorse più km sulla sabbia che in pista: è probabile che ora corra i rally del suo paese. Miglior risultato un 7° posto al GP d’Australia 2002.